La dolcissima Dorothea
t.o.: Dorotheas Rache
1974
regia: Peter Fleischmann
sceneggiatura: Jean-Claude Carrière, Peter Fleischmann
con: Anna Henkel, Gunter Thiedeke, Regis Genger, Elisabeth Potkanski.
musiche: Philippe Sarde.
fotografia: Jean-Jacques Flori, Klaus Muller-Laue.
montaggio: Robert Polak, Maria Rock, Ernst Witzel.
Titolo italiano traditore. Quello tedesco: La vendetta di Dorotea. Una liceale tedesca di Amburgo nei primi anni '70 non ha che il sesso per fare esperienze nella vita. Aiutata da un'amica prostituta, percorre molte stazioni della degradazione sessuale: obesi vecchiardi, pornospettacoli, prostituzione, omosessualità, club di masochisti sino ai confini dell'incesto. Solo nell'ultima mezz'ora, in toni da operetta morale, la protagonista entra in una comune bucolica dove il sesso non è più separato dall'amore. “I critici italiani hanno in questa occasione sfoderato tutto il loro moralismo ipocrita” disse Dacia Maraini che ne aveva curato l'edizione italiana. Scritto da Jean-Claude Carrière, ha una prima ora di notazioni ironiche e di suggestioni irridenti che aumentano, passo per passo, il loro obiettivo polemico: l'industria del divertimento in Germania e la funzione che in esso svolgono il cinema, la mercificazione del sesso, il congenito fascismo della piccola borghesia tedesca. Non è né un porno d'autore né un film antipornografico che s'impegna a denunciare l'oscenità con le sue stesse armi. È un'analisi della Germania occidentale all'inizio degli anni '70. In Italia distribuito nel 1977. V.M. 18 anni.
Il morandini (Mymovies.it)
Dorothea è un'adolescente di Amburgo il cui padre si interessa soltanto ai giocattoli che fabbrica e la madre ha due amanti. Un giorno la giovane annuncia ai genitori di aver fatto l'amore con un marziano.
Yahoo! Cinema
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La recensione di SCAGLIE.
Drop-out
1970
regia: Tinto Brass
sceneggiatura: Tinto Brass, Franco Longo, Roberto Lerici.
con: Franco Nero, Vanessa Redgrave, Gigi Proietti, Frank Windsor, Carlo Quartucci.
musiche: Don Fraser.
fotografia: Silvano Ippoliti.
montaggio: Tinto Brass.
costumi: Maricia D'Alfonso.
Evaso dal manicomio di Londra, un emigrato italiano sequestra una giovane e ricca signora, la trascina con sé in una trafelata scorribanda nel mondo degli oppressi, dei malavitosi, dei marginali e le fa conoscere i piaceri dell'amore, della rivolta e della trasgressione. Tipico esempio della controcultura degli anni '60, di cui, sotto la scorza allegramente spregiudicata, rivela la dolorosa disperazione, è un agile film in cui Brass ritrova l'ispirazione del suo esordio con una rappresentazione - realistica ma anche simbolica - di una Londra beckettiana di detriti, rovine, immondizie.
Giro di vite - Antenati
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martedì 9 dicembre 2008
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4 commenti:
"dropout" di tinto brass
"Dorotheas Rache" di Peter Fleischmann
Innanzitutto grazie! Sei il primo che commenta nel blog! Il tuo lasciami dire che fa paura! Ho lasciato, un po' di tempo fa, anche qualche commento anonimo lì da te. Ora che ho un account Google mi riconoscerai più facilmente.
Bene, sei in possesso di questi due film e saresti disposto a scambiarli con qualcuno?
Hai una VHS o un riversaggio su DVD?
No purtroppo li sto cercando anch'io...comunque ho quasi tutto...a presto!
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